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Speed loop “bolinato”

Highlights | 5 novembre 2012 |

Il nostro amico/collaboratore italo-spagnolo Matteo Muraro arriva anche lui con il suo report della perturbazione di questo ponte appena finito.

Matteo ci descrive anche come eseguire un bel Forward in condizioni marginali. Spesso mi chiedono come riesco ad eseguire Speed Loop quando si fa fatica a planare con la 5.1 e riesco comunque a completare la rotazione perfettamente in piedi. Il trucco… come poi commenterà anche Matteo, è staccare completamente di bolina, in modo tale che ci possiamo fare aiutare dal chop per prendere qualche prezioso cm in più in altezza, ma contemporaneamente esporre completamente l’albero sottovento con il braccio anteriore. Praticamente la tavola va sopravento mentre il rig sottovento. In questo modo la bugna sarà molto più difficile da chiudere (ha più potenza)… ma allargando bene il braccio di bugna e chiudendo con tutta la nostra forza (più avremo la mano sul terminale e maggiore sarà la nostra forza facendo meno fatica…), utilizzeremo proprio questa potenza in eccesso per eseguire uno Speed Loop su acqua piatta con una rotazione laterale (e non verticale) che ci porterà in alto, e quindi ad atterrare in piedi, evitando il classico “buco nell’acqua”, ovvero quando si esegue una rotazione per il Forward buttandosi solo in avanti e quindi atterrando in acqua di inerzia. In uno Speed Loop fatto ad arte l’atterraggio è sempre morbido… e le tavole non si rompono più…. nemmeno quando atterri da altezze un po’ più “importanti”!
Come spesso ricordo anche durante i miei stage, lo Speed Loop e il Forward sono ormai la stessa cosa. Nel senso che la rotazione eseguita per fare uno Speed Loop sul chop è identica a quella fatta saltando su un onda e andando decisamente più alto. La rotazione è sempre e solo laterale, in questo modo appena finito di girare si potrà aprire la bugna e cadere morbidamente in acqua senza rischio di rompere la tavola o farsi male alle caviglie.

MM:
” Con una previsione per il ponte del 1º novembre pazzesca, dopo aver passato ore davanti al pc e monitorato ogni 15 minuti il Buscaviento, qui in Catalunya siamo riusciti a snocciolare due smilze uscitine con la 5.3 e la tavola grande. Meglio di niente giá che il SW ha portato 22 gradi di temperatura, peró, sí, ci aspettavamo qualcosa di piú.

Grazie alla costanza di José Piña l’uscita di Malgrat (Costa Brava) ha ottenuto una testimonianza fotografica.

Mi fa piacere condividere la sequenza di questo speedlooppino “bolinato” mure a dx realizzato in condizioni veramente marginali. Nella prima foto si puó notare lo sforzo di far sollevare la tavola grazie ad una forte spinta con le braccia verso l’alto, seguita poi dalle gambe che raccolgono la tavola. L’atterraggio non è dei migliori “ankle dry” (caviglie asciutte) ma suvvia, é sempre bello darci dentro in ogni condizione.

Ottimo il risultato artistico con il bunker della seconda guerra mondiale sullo sfondo, attualmente abitato dai gabbiani locali.
Grazie José!”

Matteo Muraro
RRD- AL360 - www.drwind.com.br

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