PWA Costa Brava, final report

Termina con un nulla di fatto l’ultima giornata di gare in Costa Brava. Sole e brezza di mare hanno illuso gran parte dei concorrenti fin dalle prime ore della mattina. Il comitato di regata, fiducioso nelle promettenti condizioni marine, decide alle 13:00 di posizionare il campo di gara e di chiamare lo stand by per gli atleti. La tensione è palpabile, Bjorn è in prima posizione ma in queste condizioni al limite minimo di vento teme che il suo acerrimo rivale Antoine possa superarlo. Entrambi poi hanno un occhio per il terzo in classifica, Cyril Moussilmani, che ha dimostrato di essere sempre più performante negli utlimi slalom.  Visto il tempo a disposizione, tra i giudici si fa strada l’idea che terminate le due finali si potrebbe effettuare un terzo slalom. Lentamente la brezza di mare spinge alcuni concorrenti a testare i 130 e le 9,5. Voitek e Pressler planano tranquillamente a pochi metri dalla spiaggia ma quando tentano di effettuare il percorso si “piantano” inesorabilmente ad ogni boa. Il vento sul campo di gara è rafficato e incostante. I turisti con i kite (quelli ci sono ovunque) zompettano allegramente a pochi metri di distanza. Io sperimento emozioni che non avevo mai vissuto prima d’ora. La mia posizione in classifica è incredibilmente buona: 24simo in uno slalom del pwa con un livello di partecipanti veramente elevato ed in condizioni di vento leggero (quelle che più odio in assoluto). Dietro di me ci sono nomi importanti, atleti molto più forti che per una serie di ragioni non hanno saputo sfruttare il proprio potenziale. Patrik ha l’abitudine di ripetermi che la fortuna nello slalom non esiste ma tutto avviene per caso. Potrebbe aver ragione: questa disciplina riunisce in un risultato una serie di fattori tecnici e statistici che a volte sono incontrollabili. Batterie di 8 persone possono ridursi a 5 perchè qualcuno parte anticipato oppure rimane vittima della shore break. Chi è in testa può non raggiungere la boa. Chi è quarto e ad un passo dalla batteria successiva può cadere in strambata. Ho perso qualificazioni l’anno scorso in Turchia perchè venivo abbattuto in boa come il barattolo del tiro al bersaglio. Inesperienza? Sfortuna? Furbizia degli altri? Semplici probabilità matematiche? Chi può dirlo. Solo gareggiando si percepisce l’importanza di simili eventualità, tutto il resto è soltanto ridicola speculazione accademica. Alle 17:00 lo stop sancisce la vittoria di Superbjorn. La felicità nei suoi occhi si nota da un miglio di distanza. Secondo Antoine. Terzo Cyril. Il nostro Menegatti è 14°, un risultato che dopo la Korea lo proietta nell’olimpo dei giganti del windsurf (un’espressione che forse ho già usato per lui, ma penso ne valga la pena). Io sono 24simo, a pari merito con il turco Icingir. Ci dividiamo le 580 euro di montepremi (ma sono talmente felice che gli regalerei la mia parte). Davanti a me c’è Peter Volwater e subito dietro Andrea Cucchi e Patrik Diethelm, nomi dello slalom che io ammiro e rispetto. Tra le donne Karin Jaggi vince di un soffio su Valerie Arrighetti (è sempre la Ghibaudo ma con il nuovo cognome da coniugata) e Sarah Quita. Le due italiane in gara Greta Benvenuti  e Valentina Crugnola del Circolo Surf Torbole sono rispettivamente 14sima e 21sima.

L’appuntamento ora è a fine luglio per lo slalom di Fuerte. Altro luogo, altra competizione, stesso impegno...

Stay tuned!

www.johnbenamati.blogspot.com



 

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