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SYLT NON PERDONA....

Il 24 settembre inizierà la prestigiosa tappa di Sylt del PWA (Slalom e Freestyle). Ormai questa tappa è rimasta praticamente l'unica con un montepremi davvero alto, con i suoi ben 105.000 euro! E, nonostante il freddo polare di questo spot, la pioggia, il periodo "sfortunato", il vento nucleare o la cippa imperiosa, rimane ancora l'unica tappa certa di questo tour mondiale che sta avendo sempre più difficoltà, e anche quella con la presenza maggiore di pubblico, media e sponsor. Insomma Sylt è ancora a tutt'oggi una certezza! E i ragazzi del PWA come si stanno preparando?!? Sbirciando nei vari siti di windsurf ho visto un Philp Koster che da vero professionista si sta allenando a casa sua a Vargas (con 25 gradi) utilizzando guanti e cappuccio per Sylt. E il ragazzo fa proprio bene... peno che vi ricordiate tutti il fastidio e male agli avambracci quando d'inverno siamo costretti a fare la nostra prima uscita con i guanti. Io personalmente faccio molta fatica ad abituarmici.
Alberto Menegatti invece proprio oggi ci ha raccontato come invece si sta preparando lui per questa tappa tedesca:

Korea, Spagna, Canarie, Turchia... E fra poco Sylt...Questo è il Tour PWA 2010
Alberto Menegatti dopo l’ottima 7 posizione della tappa di Alacati, in preparazione per il nord Germania a Sylt, ci racconta cosa vuol dire prepararsi ad un evento e la differenza che ogni singolo spot può portare con se...

Ad ogni evento l’unica costante sono i regatanti, sempre presenti ed agguerriti, ma le variabili cambiano sempre!!
Ogni evento ha i suoi lati positivi e negativi e le sue problematiche da dover risolvere... E fra tutti, quello che più richiede una preparazione fuori dall’acqua è proprio Sylt.
La fredda città del Nord Germania infatti può portare con se molte variabili, ma una costante oramai è considerata la pioggia ed il vento. In condizioni di mal tempo Sylt arriva infatti durante l’evento a temperature fra gli 8-9 ed i 14-15 gradi...
Spot che se non si è pronti non perdona!!
Il vento può entrare a seconda delle nuvole in un batter d’occhio, ed alla stessa velocità può andarsene, portando con se il bisogno di essere pronti ad entrare in acqua in un batter d’occhio e all’avere con se parecchie mute calde, da poter inter cambiare nei molteplici tentativi giornalieri, lasciando quelle bagnate alle spalle dopo magari anche pochi minuti...
Se già si ha una sola muta si sarà costretti a tenerla addosso durante la maggior parte della giornata perdendo gran parte delle energie e partendo con uno svantaggio non indifferente...
Altrettanto importante è l’aver con se materiale idrorepellente e caldo!! A partire dai piedi, con stivali o scarpe apposite passando al vestiario, con l’aggiunta di berretti e guanti...
Se è ben vero che la temperatura non è poi così proibitiva, bisogna però notare che si sta arrivando dall’estate, abituati a temperature ben differenti...E che si è costretti a passare l’intera giornata in spiaggia a montare, trimmare, preparare il materiale ed in attesa del vento...E che quando il vento arriva, è FREDDO!!! E non si è a casa a calduccio...
Negli scorsi anni si è visto di tutto, dalle tute da snowboard agli stivali...a chi era vestito con le scarpette da windsurf per non soffrire il freddo...

Una gara del genere si vince ancora prima di entrare in acqua...Una gara che dura 10 giorni può essere stancante, e se non presa con i dovuti mezzi può dimostrarsi il peggior incubo...Più di una volta ci sono state vittime, che prima del tempo si sono ritirate andandosene, non essendo pronti per le condizioni meteo...

Se a questo aggiungiamo lo shore break che si forma, e la possibilità di avere 12 nodi On Shore da superare con la 9,0... E le solite problematiche della gara...




 

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