E-MAIL DA UN LETTORE
E' arrivata in redazione questa e-mail di un cliente molto soddisfatto di un suo acquisto, Starboard Atom. Leggendola possiamo capire l'immensa passione di questo rider per il windsurf, non solo visto dal suo lato radicale ed estremizzato, ma maggiormente focalizzato sulla naturale arte della navigazione, un salto nel passato, ma anche una visione futuristica di un possibile utilizzo delle nuove tavole, come anche le maggiori aziende stanno dimostrando di crederci, come per i SUP o alcune tavole da windsurf senza straps!
Ciao a tutti,
lunedì 31/5 e mercoledì 2/6 sono saltate fuori altre due belle uscite con vento da nord-nord ovest 25-35 nodi e per giunta a due passi da casa a Riva S.Vitale (lago di Lugano) con Atom + vela 4.2 completamente no-straps lunedì e con strap anteriore destra montata mercoledì. Oltre a tutte le positive impressioni descritte nella scorsa mail (leggerete il report sul numero di giugno di Funboard) questa volta vorrei mettere in risalto le eccezionali doti boliniere dell’Atom ( settata tra l’altro non con la sua pinna di serie Freeride 36 ma con una Drake TT Wave 30 ): mi sembrava di avere sotto i piedi un piccolo slalom-race! Pochissimi i casi di spin-out (forse dovuti all’eccessiva pressione sul piede posteriore che la forma della pinna usata ogni tanto e giustamente non sopportava) che però la tavola permetteva immediatamente di recuperare. Ma la cosa che maggiormente mi ha impressionato con queste altre due uscite è l’incredibile presa di rail posteriori in tutta la fase di strambata: se la manovra è impostata correttamente in tutte le sue fasi non c’è verso che la tavola molli il binario a cui si aggrappa! E questa caratteristica l’ho voluta verificare al massimo montando la seconda giornata una streap anteriore e precisamente la destra perchè mura a dritta mi trovavo sempre a strambare sotto riva dove il vento si canalizzava col massimo di intensità ( rafficoni quasi al limite del nebulizzo!!!) e acqua piattissima quindi a differenza dell’altra mura, senza il minimo appoggio per poter sfruttare al meglio la conduzione senza straps: ragazzi che bomba, se non si sbaglia l’angolo di andatura col quale si arriva a impostare la manovra, non ci sono cavoli, si può entrare a chiodo e se tutto va bene ( e cioè gestire correttamente il cambio di mura del rig nel pieno dalla raffica ) uscirne con una velocità non tanto inferiore. Sarò un fissato della strambata, ma per me è la manovra base (oltre che sempre emozionante in tutte le sue varianti) del windsurfing senza la conoscenza perfetta della quale ci si possono solo sognare per esempio situazioni di bottom turn magari in condizioni nelle quali sbagliare non è.....come trovarsi su un lago; e poi quando ti ritrovi per le mani un mezzo simile tutto diventa più semplice. Ora non vedo l’ora di uscire al mare magari montando le straps solo nella mura dove si vuole saltare ( in attesa di capire come farne a meno anche qui....forse è un po’ troppo.....) e senza dall’altra parte per tutto il resto.
Fate i miei complimenti a Swein e company.
Great job, guys!
Alla prossima
Alfredo





