TRIALEX 2009
A.W.T. ha organizzato anche quest’anno la TriAlex 2009. Questa “malsana” idea di inserire il windsurf nel triathlon è nata lo scorso anno, seduti sul muretto della Madonnina in una di quelle “rare” giornate in cui il vento ci dava buca. Mauri Vito, in doppia veste di consigliere A.W.T. e di atleta triathlon, la butta lì e tra una risata e uno sfottò, la cosa prende forma: nuoto, corsa e windsurf… Ecco il nostro nuovo triathlon. Nella scorsa edizione era previsto che tra una disciplina e l’altra, ci fosse una leggera pausa logistica, mentre da quest’anno si è deciso di radicalizzare ulteriormente la gara: come in un vero triathlon, scompaiono le pause intermedie. Si parte con una nuotata sprint di circa 80 metri, seguita da una corsa speed di circa 400 metri, con arrivo allo spot, dove attendono le attrezzature dei partecipanti, già montate e collocate in postazioni più o meno comode grazie ad un sorteggio; da lì il tragitto in windsurf di circa 500 metri, con boa da doppiare e arrivo alla fatidica scala dove chi riesce a toccare per primo la pedana di partenza si aggiudica la gara, che da quest’anno porta il nome di Alessandro Cuni, un amico associato, scomparso lo scorso anno, che da amante degli sport avrebbe sicuramente gradito questo format.
Già dalle prime bracciate si capisce che agonismo e adrenalina sono a mille: gente che sgomita, che cerca di buttare tutto quello che ha delle proprie riserve in questi 20 minuti di pura pazzia. Nulla è scontato fino al traguardo: il primo ad uscire dall’acqua dopo la nuotata può essere superato dal corridore più veloce e chi trionfa nella corsa, se cade col windsurf, perde il vantaggio in favore di chi è più abituato ad entrare in acqua al volo… E come sempre nel windsurf, l’elemento naturale ha un ruolo predominante: il vento non molto forte favorisce infatti i più leggeri e i bolinatori. Primo assoluto Giampi Bonfadini, 45enne d’assalto, nostro giudice nelle gare di freestyle; secondo Fabio Bertocchi, 40enne snowboarder con le “iron-balls” che non si lascia scappare i pendii più estremi: un numero uno dei nostri monti; terzo Enrico Bergamelli, 38 anni, un altro dei nostri pazzi: uno che ha affrontato una maratona di 200 km nel deserto senza grandi allenamenti; è il trionfo della seconda giovinezza.
Grazie a questa formula la partecipazione è stata buona: 23 iscritti, di cui 22 hanno concluso il percorso…il primo arrivando in 17 minuti, mentre l’ultimo dopo circa 2 ore.
La sera il clima amichevole e festoso si sposta all’estremo sud del lago, al bar Playa di Sarnico. Qui, durante la IV festa del surfista, tutti i partecipanti sono stati premiati. Sul podio: un boma Amex Carbon al primo classificato, un trapezio Patlove al secondo e una muta Prolimits.al terzo.
Un grazie di cuore a chi ha collaborato ad allestire la gara e la serata: Laura, Giorgio, Mauri, Mattia, Marina e Massimo, ma anche un ringraziamento alla mamma e alla sorella di Alessandro Cuni, a Gruberg, a Ghidini edilizia, a Detour, a Remo e Lucia sport, a Link Distribution, a Sportime e al bar Playa di Sarnico.



